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il mondo di percival everett negli occhi del piccolo ralph


Diario


11 luglio 2007

Glifo sul pendolo

Sul sottile confine tra il saggio, il romanzo e l’esercizio di stile, Glifo di Percival Everett gioca con il lettore, con la sua attenzione e la sua sensibilità culturale. Un libro non libro. Con straordinaria capacità l’autore mette insieme tanti stili, tante idee, a volte bizzarre, altre assolutamente stupefacenti, in un unico testo complesso. Sì, Glifo è complesso, anzi è un “complesso narrativo” di satira verso il governo U.S.A., un j’accuse contro i genitori di figli con quoziente intellettivo superiore e un occhio di bue puntato sulla totale mancanza di umanità della scienza e dei suoi rappresentanti.
Il protagonista, Ralph, è un bambino di nemmeno un anno che non parla (e nemmeno ne avrà l’intenzione per il suo futuro) ma che, dopo essersi rivelato ai genitori nella sua straordinaria intelligenza, scrive versi romantico-anatomici, legge trattatati di filosofia e si consuma gli occhi sui romanzi.

Attorno a lui, tutto il circo della piccola mediocrità umana: il padre colpito da senso di inferiorità, i medici che vogliono “aprire quella piccola testa” per capire cosa c’è dentro, il governo fatto di mostrine e occhiali scuri che vuole trarre profitto dall’insospettabile spia che un bambino potrebbe essere. In tutto questo grande show si fanno avanti le discettazioni del piccolo Ralph, più volte rapito dagli uomini e dai suoi pensieri su di essi.
Un testo non facile, che gioca con le parole e i concetti filosofici più alti, mettendo alla prova il lettore per insegnare qualcosa che va oltre la complessità della scrittura, oltre le citazioni colte, le poesie, l’arte, i romanzi che permeano le pagine. Un testo che vuole insegnare, che l’unica cosa che vince sull’intelletto e sulla sua ostentazione è l’amore, quell’amore che Percival Everett fa filtrare da ogni poro di queste pagine assolutamente divertenti e dottissime.

Alex Pietrogiacomi, il pendolo




permalink | inviato da glyph il 11/7/2007 alle 15:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


27 giugno 2007

Ralph a Roma, il reading




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21 aprile 2007

Questione di linea

La linea geometrica è un’entità invisibile. È la traccia del punto in movimento, dunque un suo prodotto. Nasce dal movimento – e precisamente dalla distruzione del punto, della sua quiete estrema, in sé conchiusa. Qui si compie il salto dallo statico al dinamico. La linea è, quindi, la massima antitesi dell’elemento pittorico originario – il punto. La linea può essere precisamente definita come elemento secondario.
 
Vassily Kandinsky




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6 febbraio 2007

Glyph in poche parole

Accolto trionfalmente dalla critica, osannato dagli intellettuali che contano, Glyph è uno dei più innovativi e geniali romanzi degli ultimi anni. Narra la storia di Ralph, un piccolo bimbo prodigio con il quoziente intellettivo pari a 475. Sebbene non abbia nemmeno un anno, Ralph è muto per scelta e trascorre il tempo nella culla a leggere complessi trattati filosofici e a divorare libri di narrativa che gli passa furtivamente la mamma, “tutto Swift, tutto Sterne, Invisible Man, Baldwin, Joyce, Balzac, Auden”, e a scrivere poesie ultrasofisticate e racconti niente male. Ma nonostante questo non si considera un genio anche perché non è ancora in grado di guidare. Ralph adora la mamma e ha un pessimo rapporto col padre, “un sedicente poststrutturalista”. Dopo che si è sparsa la notizia, sono in molti a voler trarre vantaggio dalle sue doti prodigiose. Tra i più spietati c’è la dottoressa Steimmel, la prima persona a cui gli sconcertati genitori lo portano, il suo assistente Boris, la dottoressa Davis e l’agente segreto Nanna. Ognuno di loro ha in mente progetti per Ralph ma nessuno ha davvero intenzione di occuparsi di lui. A Ralph manca molto la sua mamma e, tra spie ed emissari del Pentagono, non è affatto contento di essere uno strumento al servizio di altri. Durante un susseguirsi di colpi di scena e di rapimenti su rapimenti, una specie di odissea che racconta quando ha ormai quattro anni, Ralph riflette su teorie filosofiche e linguistiche e giunge ad alcune sorprendenti conclusioni a cui forse solo un bambino può arrivare. Il primato dell’amore sull’intelletto.




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