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Biancaneverett

A noi piacciono i libri che contengono una quantità di pattume, materiale che si presenta come non del tutto rilevante (o per nulla rilevante, in certi casi) ma che, se gli si presta la dovuta attenzione, può fornire una specie di "senso" di ciò che accade.
Questo "senso" non si ottiene leggendo fra le righe (giacché non c'è nulla in quegli spazi bianchi) ma leggendo per l'appunto le righe, ovverosia osservando le righe e arrivando in tal modo a una sensazione non esattamente di soddisfazione, ché sarebbe aspettarsi troppo, ma di averle lette, di averle "completate".

Donald Barthelme, Biancaneve, minimum fax, 2007, pagina 149. Traduzione di Giancarlo Bonacina


Pubblicato il 12/6/2007 alle 23.2 nella rubrica altri glifi e cancellazioni.

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