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Da dove arriva il Supernumero?

Per risalire al concetto di “supernumero” dobbiamo rifarci alle conoscenze dei Maya in campo matematico e astronomico. In quell’antica civiltà le due discipline andavano di pari passo: i calcoli matematici erano necessari per misurare con precisione il tempo e per fissare il calendario delle attività agricole e dei rituali religiosi, mentre gli astronomi calcolavano con precisione il movimento di alcuni astri e la ricorrenza delle eclissi. Da qui l’origine del supernumero (1.366.560), che equivale precisamente al numero di giorni che compone l’era attuale, ed è particolarmente significativo perché collega un’intera serie di cicli. Il loro calendario era composto da diversi cicli cronologici connessi tra loro. I principali erano quello solare o “anno vago” di 365 giorni detto Haab e quello divinatorio di 260 giorni detto Tzolkin.

Questo supernumero ricavato dallo studio del Codice di Dresda è molto vicino ad un altro numero significativo (1.366.040) che equivale al numero di giorni relativo al ciclo delle macchie solari studiato da Cotterell e che differisce esattamente di 520 giorni – per i Maya due cicli Tzolkin.

In effetti, i Maya, osservavano il pianeta Venere allo scopo di tenere sotto controllo i cicli delle macchie solari poiché dopo venti cicli era stata prevista l’inversione del campo magnetico, come effettivamente accadde.

All’inizio, le date, anche se decifrate, non erano collegabili al nostro calendario. Gli studi dell’americano Goodman portarono ad individuare, nel 1905, questo collegamento. La fine dell’ultimo “ciclo grande” e l’inizio di quello attuale corrispondono alla data del 13 agosto del 3114 a.C. Poiché un ciclo grande dura 1.872.000 giorni (13 Baktun), la fine dell’era attuale cadrà il 22 dicembre del 2012.

L’importante è saperlo… anche se il sospetto è che in quel giorno probabilmente finirà la vita in un piccolo villaggio del Centro America!

Pubblicato il 21/9/2007 alle 0.8 nella rubrica genialità.

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